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 Riflessioni e proposte

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Luca
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Nombre de messages : 43
Date d'inscription : 17/11/2008

MessageSujet: Riflessioni e proposte   Lun 17 Nov - 14:36

Buongiorno.

mi chiamo Luca, sono nuovo di questa lista, ma vecchio di parigi e di un po' di queste battaglie. rapidissimamente, vi butto li un paio di idee che mi piacerebbe portare avanti, se l'Onda ritiene che siano interessanti.

premessa necessaria è che credo dovremmo riconoscere che il nostro ruolo: siamo tutti espatriati, più o meno di lunga data, più o meno precari, più o meno in fuga e più o meno cervelli. ma gli occhi ce li abbiamo tutti, per vedere che l'italia negli utlimi 15 anni sta assumendo il ruolo sempre più marcato di laboratorio delle politche neoliberali più aggressive, soprattutto nel settore dell'istruzione. Si sperimenta sul sistema italiano, e sulla pelle degli italiani, e poi si esporta in europa. Dalla francia si puo osservare questo movimento con regolarità sconcertante: il 3+2, l'autonomia,e fra un paio d'anni arriverà anche la privatizzazione delle università.

è per questo, credo, che la nostra battaglia è anche la battaglia degli studenti francesi. e il nostro ruolo sta nel farglelo capire, perché dopo che si è fatto breccia nel sistema europeo, attraverso la fragile porta italiana, è più facile che gli altri paesi si allineino, con la scusa dell'armonizzazione. E se riusciamo a fare questo passaggio in francia, facciamo un bel passo per il movimento italiano, facciamo un piacere a quello francese, e rappresentiamo un bell'intralcio per le riforme a venire dell'università europea. ce la giochiamo adesso o mai più, abbiamo una bella responsabilità addosso.

chiusa la parentesi geopoliticofilosofica, credo che concretamente dovremmo proiettarci sul lungo termine. Avviare percorsi, non solo rattoppare le urgenze. porre le basi per un movimento europeo, noi che siamo la popolazione universitaria più espatriata d'europa, noi che per primi subiamo i disastri delle politiche neoliberali, di destra e "sinistra", sul sistema dell'istruzione e della ricerca.

concretamente, a questo proposito, vi lancio un paio di idee, secondo me importanti, fattibili subito, con ricadute per niente immediate, ma se son rose, e se concimiamo bene, fioriranno.

1) organizzare una conferenza-dibattito-scambio (il nome chissenefrega) sulle politiche di riforma dell'istruzione in italia degli ultimi 15 anni, in cui si dimostra che l'italia è la porta d'ingresso delle riforme neoliberali nel sistema d'istruzione (non è difficile). L'istituto di cultura italiano potrebbe ospitarci. Conosco la presidente, non vede l'ora di avere un po' di "ggiovani" che frequentano il suo vetusto istituto. Ci darebbe carta bianca, conferenza autorganizzata e autogestita. ce la facciamo noi, e invitiamo studenti, professori, sindacati, chi ci pare, per cominciare a conoscerci, a guardarci in faccia, a scambiare idee e a costruire percorsi non solo paralleli, ma unitari. venerdi non siamo stati accolti tanto bene, ma basta metterle giù le cose nella maniera giusta, concertate in anticipo, e quello spazio puo essere nostro.

2) idem all'école normale di parigi. Dove lo scorso anno è stato avviato uno dei percorsi più seri di autocritica e autoriforma del sistema universitario europeo. Dove fra l'altro c'è uno dei nodi di sud-étudiant più forti e attivi. E dove possiamo sicuramente ottenere sale, appoggi, spazi, e se ci interessa pure il label dell'école normale, grazie alla presenza di alcuni di noi infiltrati in quel posto lugubre (fra cui me). Lo scopo è esattamente quello di cui sopra.

non è che ci tengo a tutti i costi a mettere delle etichette di prestigio sul nostro movimento. Ma una cornice autorevole spesso aiuta e serve da punto di partenza, non ho mai capito perché.
Quando propongo queste iniziative, non penso neanche un minuto di sostituire le pratiche di piazza. credo al contrario che servano a sostenerle, e proiettarle sul lungo periodo. La teoria e la pratica sono diverse in teoria, ma uguali in pratica.

ne discuteremo in assemblea, se vorrete. ma mi premeva lanciare il dibattito.
merci, a presto

Luca Raineri
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