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 Una poesia sull'onda sa un amico fiorentino

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Leandro



Nombre de messages : 55
Date d'inscription : 26/11/2008

MessageSujet: Una poesia sull'onda sa un amico fiorentino   Mar 23 Déc - 2:40

da URLANDO
FURIOSI

I tagli e le privatizzazioni,
la scuola e l'università io canto,
che grazie al governar di Berlusconi
in noi studenti evocan rimpianto:
a scusa di frenare i fannulloni
all'istruzion viene dato lo schianto,
ciarlando ch'è pe'l ben dei nostri conti
la viscida Gelmini e il vil Tremonti.

Dirò della Gelmini in questa sede
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che l'opera sua certo è in malafede,
ministro senza un'esperienza prima:
s'è fatta avanti come Emilio Fede,
la lingua dando al Cavalier per stima.
Non son disposto a farmi far la festa:
degli studenti canto la protesta.

Il mio poetar non è degno d'Ariosto,
ma cercherò lo stesso di narrare
della legge passata a inizio Agosto,
che in mezzo a tante cose poco chiare
per l'infame disegno trova posto
che lede ai più il diritto di studiare.
Ma soliti a trattarci da dementi,
han sottovalutato gli studenti.

Sostengono che dette fondazioni,
non più pubblici, atenei, di stato,
altro non sian che secondarie opzioni,
e che al saper l'accesso stia immutato.
Ma se Tremonti taglia quei milioni
a ciò che già da molto è soffocato,
la libertà è qualcosa d'illusiorio:
il trasformarsi rende obbligatorio.

Non s'alzeranno, dicono, le tasse:
a finanziar ci penserà il privato.
Ma invero all'istruzione delle masse
non vogliono che s'occupi lo stato,
ma sol di rimpinguar le loro casse,
rendendo per sé giusto anche il reato.
Giammai sia che alla classe dirigente
arrivi la non facoltosa gente!

Ma nonostante la televisione,
accanto a buona fetta dei giornali,
alfieri della disinformazione,
senza pudore dicano banali
che sempre è garantita l'istruzione,
stavolta non l'han vinta, quei maiali:
ci siamo risvegliati dal torpore,
e l'Onda forte avanza con fragore.

Saremo noi il domani del paese,
per il futuro stiamo qui a studiare:
non accettiamo che i tagli alle spese
siano ostacol pe'l nostro sperare.
Per ciò, le nostre forze siano tese!
Dobbiamo continuare a protestare,
e dimostrare a tutti gli italiani
che noi siamo speranza per domani.

Urliamo perché ver siamo furiosi
verso il marciume dei politicanti
che con sorrisi falsi e pur boriosi
nascondon delle pratiche aberranti.
Ma noi non siamo affatto timorosi:
siamo così incazzati e così tanti
che infin porremo un serio freno ai danni
di ciò che ormai ci fanno da trent'anni.

Tutti i paesi in rapida espansione
investono in ricerca lautamente;
invece qua che siamo in recessione
per il futuro non s'investe niente:
Se non pensiamo ad un'evoluzione,
anche chi ha, doman sarà carente.
Dunque è nel ben di tutti il movimento,
anche per chi si crede oggi contento.

Nel vorticoso turbinio di venti
di cambiamento, che prendono il mondo,
non siamo solo semplici studenti,
ma quelli che, toccato il nero fondo,
saranno il centro dei futuri eventi
donandoci un domani più fecondo.
Avanza fragorosa la bell'Onda,
sempre più bella, limpida, profonda.
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